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Plant Based: il trend del 2026 è ancora green!

Plant Based: il trend del 2026 è ancora green!

Nasce negli States a partire dagli anni Ottanta, e da allora la freccia del suo grafico è sempre puntata verso l’alto: è il concetto alimentare Plant Based, ormai non più una tendenza di nicchia ma una vera e propria filosofia.

Il Plant Based non è incentrato, come il veganismo, su principi salutistici e soprattutto etici, ma cerca di coniugare costantemente la salute e l’etica con un piacere quotidiano ricco di sfumature, profumi e consistenze date da pietanze a base di verdure, legumi, cereali, con una ricerca che promuove il ritorno all’essenzialità, l’attenzione al gusto e al benessere generale.

Con l’aumento vertiginoso della richiesta di prodotti sostenibili, Fine Food Group ha subito abbracciato la nuova tendenza, ampliando il proprio catalogo con un ricco assortimento di specialità a base vegetale, e inserendo una categoria completamente dedicata al Plant Based.

Plant Based: le origini della nuova filosofia in tavola

Filetti di verdure panati, croccanti nuggets di verdure anziché di pollo, burger e polpette a base vegetale buoni come la carne: ecco il Plant Based. Contrazione di whole-food plant based, la definizione viene coniata da Thomas Colin Campbell, docente biochimico della Cornell University di New York nei lontani anni ’80 del secolo scorso. Il professore intende dimostrare ai colleghi scettici del National Institutes of Health, i benefici per la salute di un’alimentazione unicamente vegetale. I suoi studi, raccolti e pubblicati nel 2011 su The China study, iniziano a destare interesse, volendosi ben distinguersi dal veganismo, in cui convergono principi etici che esulano dalla sua ricerca.

Bisogna aspettare tuttavia che sia un personaggio ben distante dai rigori della scienza a interessarsi a questo concetto per farlo diventare mainstream. È infatti Beyoncé, la regina del Pop, a sdoganare il termine. In una lettera pubblicata dal The New York Times nel 2015, l’artista comunica ufficialmente di seguire un regime alimentare plant based, ma di non essere vegana, come confermato dal suo personal trainer Marco Borges. Questa dichiarazione lancia inesorabilmente una nuova moda. In breve tempo, cavalcando la cresta dell’onda, la vendita dei cibi a base vegetale aumenta del 287%.

Alimentazione Plant BasedDal trend lanciato dalla cantante statunitense, che associa l’idea di mangiare piatti a base vegetale a una valida alternativa alle proteine della carne, ad oggi, la rivoluzione Plant Based è diventata una vera e propria filosofia basata in modo più ampio sul piacere di consumare legumi, verdure di stagione e cereali integrali cucinati in modo creativo, per ottenere pietanze colorate e nutrienti che appagano tanto l’occhio quanto il palato.

Il successo riscontrato dal fenomeno negli Stati Uniti ha generato un movimento, il plant-forward, promosso dal Culinary Institute of America, il più importante college culinario al mondo, fondato nel 1946, il cui compito è formare professionisti e leader della ristorazione e dell’ospitalità. Sulla base del concetto Plant Based, questa corrente ha consolidato un approccio ben strutturato che è stato adottato anche da numerosi ristoranti stellati italiani, complice la tradizione culinaria mediterranea che include già di suo numerosi alimenti vegetali.

Dati alla mano, recenti ricerche testimoniano che oltre il 60% degli italiani ha intenzione di ridurre il consumo di carne rossa non più solo per motivi legati alla salute (come ad esempio, il controllo del colesterolo) ma anche per motivi etici e ambientali. Un fattore questo che contribuisce evidentemente ad aumentare le vendite di cereali integrali, legumi secchi e verdure stagionali. Aziende come Beyond Meat, nate sul concetto di sostituzione della carne, come suggerisce il suo nome, o come Salomon Foodworld, da sempre attenta a recepire le tendenze del mercato, entrambe fornitrici ufficiali di Fine Food Group, hanno rapidamente captato questo trend, adattando la produzione e puntandola su linee “green” che mirano alla semplicità e alla golosità, più che alla sostituzione.

Questa ricerca ha il suo riscontro più chiaro nel fatto che i consumatori di piatti Plant Based non sono necessariamente vegetariani o vegani. Perché non mangiare cose che fanno bene, se queste sono anche gustose, appetitose, varie?

Scegliere un regime alimentare basato sul consumo di vegetali significa fare del bene a se stessi, al proprio benessere e all’ambiente. Si tratta di cibi dall’elevato potere digestivo, leggeri e a basso contenuto di grassi saturi, utili per prevenire patologie croniche come cardiopatie, diabete e colesterolo alto. In più verdure di stagione, legumi e cereali integrali promuovono un approccio consapevole e creativo alla cucina permettendo di sperimentare sapori nuovi e consistenze diverse. Rispetto agli allevamenti intensivi, hanno un ridotto impatto ambientale in quanto richiedono meno risorse, meno acqua e energia. Riscoprire sapori familiari in vesti nuove, consumando cibo green, consente di riconnettersi con la natura e di ritrovare il proprio equilibrio.

Il Plant Based è destinato a non rimanere una semplice tendenza, ma a diventare una normalità. Si sta facendo strada non solo tra i ristoranti stellati e le mura domestiche ma anche tra le mense scolastiche. Le scuole primarie e quelle secondarie di primo grado infatti si stanno adoperando per garantire agli studenti pasti a base vegetale completi di tutti i nutrienti necessari e in particolare di ferro, zinco, calcio, omega-3 e vitamina B12.

Plant Based: stop alle rinunce in tavola, via libera a un futuro sempre più verde e ricco di gusto

Tortillas vegetarianaPlant Based non vuol dire solo vegetali al posto della carne.

Non si tratta solo di minestre, zuppe e insalate tiepide come accennato in precedenza, ma anche di prodotti di pasticceria e panificati realizzati con maestria e attenzione per i dettagli capaci di offrire un’esperienza multisensoriale attraverso texture croccanti e un layering curato.

Gli alimenti Plant Based non sono imitazioni degli ingredienti di tipo animale ma sono opzioni pensate per migliorare l’esperienza dal punto di vista nutrizionale e gustativo.

Curiosando nella categoria Plant Based del catalogo Fine Food Group, infatti, troviamo molto più di qualche burger vegetale, per coprire i “secondi piatti“: formaggi e salse, salmone, uova. A partire dalla colazione, optando per pane vegan e uova plant based, latte di origine vegetale, frutta secca e altre delizie fantasiose (come le piccole pannocchie irrorate con succo d’agave!) è possibile offrire ai propri clienti, volendo, alternative di menu completamente green.

Ed è esattamente questo che ci si aspetta nel 2026: una maggiore varietà di prodotti nei locali per la ristorazione, più opportunità di sperimentare nuove consistenze e sapori, pietanze innovative senza compromessi e senza temere risultati deludenti. Prodotti versatili, nutrizionalmente completi, sono la sfida che il Plant Based, coniugando innovazione e tradizione, sta portando avanti, promuovendo personalizzazione, creatività, sostenibilità e straordinarie texture sensoriali.

I prodotti Plant Based di Fine Food Group

Per avere una panoramica completa dell’assortimento del nostro catalogo, e ricavare preziosi suggerimenti per integrare la tendenza plant based e green in generale nella tua proposta di menu, la cosa più efficace da fare è senz’altro visitare il sito. Troverai non solo le categorie dedicate Plant based e Vegano e vegetariano, ma anche i tab dedicati ai prodotti vegani e a quelli vegetariani.

Vediamo comunque insieme alcuni “must have“ che fanno ricco il nostro assortimento, e il tuo menu green!

Il macinato di carne… non carne

Versatile in cucina e ideale per primi e secondi piatti, il macinato a base vegetale è perfetto per servire originali antipasti o contorni in versione vegan e vegetariana. Il mince è simile per consistenza e gusto al tradizionale tritato di manzo. Dall’alto contenuto proteico, è leggero e di facile digeribilità. Ottimo scaldato in padella o al forno, è perfetto per accompagnare croccanti tortillas, per la preparazione di tacos, burritos o enchiladas. Nel catalogo trovi il macinato di Beyond Meat o quello Uma.Mi

La cheddar sauce senza formaggio

Molto in voga nelle cucine americane e messicane, dal tipico colore arancione, la salsa Cheddar è spesso usata per toast, sandwich e panini. La versione Plant Based distribuita da Fine Food Group è ottima per intingere le patatine fritte, ma anche per gratinare al forno. La Vegan Cheddar Sauce può facilmente diventare protagonista di una serata Tex-Mex o messicana ben riuscita.

Il prodotto rende speciale un succulento burger all’americana, scelto tra le tante proposte di burger veg, ma si sposa perfettamente anche con piatti più particolari come gli involtini di verza ripieni, sempre di proteine vegetali.

La planted steak

Wavy-Fries e Planted Steak

Che si tratti di una scelta salutistica, etica oppure di semplice curiosità verso nuovi sapori, profumi e consistenze, nella categoria Plant Based sono tanti i prodotti molto simili a quelli di origine animale. La Planted steak, ad esempio, è ispirata all’iconica bistecca di manzo. Esteticamente non ha nulla da invidiare alle classiche braciole e al palato mantiene la stessa succosità e tenerezza di una fetta di carne di bovino. Aromatizzata al punto giusto è davvero deliziosa accompagnata da verdure fresche o grigliate, da un’insalata di legumi o da patatine fritte.

Questa è solo una delle proposte Plant based che si pongono come alternative alla carne, mantenendone il ricordo e l’emulazione delle sue caratteristiche. Potrai trovarne davvero per tutti i gusti!

Sausage 100% vegetale

Perfetti per hot dogs o da gustare su un letto di verdure o legumi, i würstel vegetali di Beyond Meat ricordano per forma e sapore i tradizionali a base di carne di suino. La cottura ideale? Ovviamente alla piastra per esaltarne il sapore e conferire i tipici segni della grigliatura, ma anche in padella rendono benissimo.

Cordon bleu in versione planted

Non poteva mancare tra le proposte in versione plant based la famosa e irresistibile ricetta delle scaloppine ripiene, impanate e fritte, perfette anche per la cottura in forno. La straordinaria croccantezza del guscio esterno racchiude un cuore morbido e filante di prosciutto non prosciutto e di formaggio completamente vegetale. Difficile distinguerle dai tradizionali cordon bleu realizzati con carne di pollo o di vitello.

Burger vegetaleBurger vegetali

Dall’innovativo burger senza OGM di Beyond Meat, realizzato solo con ingredienti freschissimi, di stagione e ovviamente di origine vegetale, alle proposte vegetariane come il Beetroot Burger, a base di barbabietola, la gamma di burger che evitano le proteine animali ma non gusto e resa è ampia e diversificata. In tutto e per tutto simile ai classici hamburger o decisamente virati verso una composizione a base di ortaggi e legumi, i burger vegetali sono perfetti per farcire ricchi panini all’americana composti da salsa Guacamole, fettine di Jalapeno, foglie di lattuga, una manciata di tortilla chips e una cascata di cheddar sauce.

Salmone PB version

Interessante variante vegetale del classico salmone affumicato in legno di faggio, queste fettine sono ideali per la preparazione di carpacci, tartine e piatti freddi. Sono ottime anche da gustare al naturale guarniti da semi di sesamo tostati. Il prodotto è composto da proteine vegetali, conferite dai piselli e dalla soia, arricchito con acidi grassi Omega-3 provenienti dalle micro-alghe.

Per maggiori info, sul sito sono disponibili tanti altri ingredienti perfetti per sperimentare nuovi sapori e texture ma anche per sbizzarrirti in cucina con un’infinità di ricette e creare un menu di tendenza nel tuo locale. Il Plant Based sta ampiamente diffondendosi in tutta Italia, non lasciarti cogliere impreparato. Aggiorna la tua proposta per crescere e accogliere una clientela sempre più vasta.

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